Coronavirus e Assegno Mantenimento

L'assegno di mantenimento al tempo del corona virus:

ecco come comportarsi. 

Una situazione che colpisce principalmente commercianti, partita Iva e gestori di attività che in virtù dei recenti decreti sono stati costretti a chiudere temporaneamente
L'emergenza Covid-19 ha pesanti ripercussioni anche nei confronti di genitori separati e soprattutto per gli onerati da assegno di mantenimento a favore dell'altro coniuge. Una situazione che colpisce principalmente commercianti, partita Iva e gestori di attività che in virtù dei recenti decreti sono stati costretti a chiudere temporaneamente.
Molti padri separati o divorziati, pertanto, già dal mese di aprile 2020, non saranno oggettivamente in grado di versare regolarmente l'importo periodico previsto in sede di separazione o divorzio come contributo mensile al mantenimento dei figli e/o a favore della moglie.
"Deve evidenziarsi - spiegano gli Avvocati- che il mancato versamento dell'assegno di mantenimento determina conseguenze sia dal punto di vista civile (azioni esecutive), sia sotto il profilo penale. Da questo punto di vista si rischia di essere perseguiti per il reato di cui all'art. 570 bis del codice penale"
Ad oggi, in assenza di uno specifico intervento governativo sul punto, la parte onerata è dunque obbligata a farvi fronte anche in caso di significative difficoltà.
"Una possibile risposta al problema si può individuare nell'istituto dell'impossibilità sopravvenuta non imputabile al debitore disciplinata dagli artt. da 1256 a 1258 del Codice Civile. Si suggerisce, pertanto, qualora i rapporti tra le parti lo consentano, siano cioè ispirati da un clima di collaborazione reciproca, di formalizzare un accordo anche per il tramite di una negoziazione assistita che preveda la modifica delle condizioni sia pur limitata alla durata dell'emergenza.
Viceversa in caso di rapporti conflittuali, per l'avvocato un possibile indirizzo di comportamento potrebbe essere quello di formalizzare all'altro genitore la propria condizione di difficoltà e, in alternativa, ricorrere in via d'urgenza, per mezzo del proprio difensore, al Tribunale affinchè vengano adottati i provvedimenti del caso.